E' stato adottato dalla giunta del Comune di Milano il Documento di Piano, uno dei tre documenti previsti dalla normativa regionale, che compongono in Piano di Governo del Territorio. Per l'approvazione definitiva sono necessarie ancora l'adozione da parte del consiglio comunale e in seguito l'approvazione, sempre dall'aula del consiglio. Il documento sarà valido per soli 5 anni, aspetto del tutto singolare previsto dalla legge urbanistica regionale, che ha come esito che un piano che prevede investimenti infrastrutturali sul medio-lungo periodo (10-20 anni) già nel 2015 dovrà essere redatto e approvato nuovamente. I punti più controversi sono l'alto indice volumetrico per le aree urbane infrastrutturate, la previsione di aumento della popolazione di 300.000 abitanti, l'assegnazione di un indice di edificabilità alle aree agricole e la possibilità di trasferirlo su aree edificabili (compensazione urbanistica).
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Ho una domanda che oramai credo non si faccia più nessuno per forza d’abitudine. Ma la darsena quando la risistemano? Il fallimento del project financing è stato drammatico, ma i danni chi li paga? Tutti che rompono i coglioni con Milano capitale della moda e poi ci ritroviamo nella zona principe per la movida una specie di palude con tanto di pescatori e capannucce di rom. E della serie le facce come il culo, hanno anche il coraggio di mettere un cartellone gigantesco in mezzo con le foto d’epoca. Mettete una foto di com’era cinque anni fa prima che la distruggeste! La riapertura dei navigli è resa difficile dal fatto che siano stati completamente riempiti di cemento e non semplicemente “ricoperti”. Il che ne rende la riapertura fine a se stessa una grandissima follia. Da Repubblica.it - 31 ottobre 2009 Milano vuole rilanciare così, in una città dove i prezzi delle case sono proibitivi, un mercato di abitazioni accessibili che possano attrarre giovani e nuove coppie. E' la parte più radicale di un piano per sviluppare nei prossimi 15 anni 20mila case a prezzi contenuti. Rozza (Pd): "Un'idea anni Cinquanta" Le chiamano case container, ma delle strutture di emergenza che sorgono dopo un terremoto o nei campi nomadi, hanno poco a che fare. Almeno in Paesi europei come l’Olanda, dove designer e architetti progettano queste forme innovative di abitazione low cost, spesso in chiave ambientalista. È a questi esempi che, adesso, guarda anche Milano. Per rilanciare, in una città dove i prezzi delle case sono proibitivi, un mercato di abitazioni accessibili che possano attrarre giovani e nuove coppie. È per loro, studenti fuori sede e lavoratori che hanno bisogno di alloggi per brevi periodi, ma anche per casi sociali come gli homeless, che Palazzo Marino ha pensato a questi speciali container. La parte più radicale di un piano dettagliato per sviluppare nei prossimi 15 anni 20mila case a prezzi contenuti. GUARDA Le case container Interessante ed eloquente articolo sull'urbanistica milanese. Da Repubblica - 26 novembre 2008. L' "aringa rossa", antica astuzia venatoria, sta per fare della Milano da bere dell' epoca craxian-ligrestiana la Milano da mangiare della nuova era ligrestian-morattiana, trasformando l' Expo del 2015, dedicato all' alimentazione, in una colossale operazione immobiliare. I distinti cacciatori britannici usavano le "red harrings" per distrarre i cani da caccia degli avversari, gettando in luoghi strategici della riserva aringhe affumicate. I cacciatori milanesi di cubature immobiliari, che si definiscono "developers", stanno spargendo su 8 milioni di metri quadri di aree dismesse dall' industria manifatturiera che non c'è più, una selva di grattacieli firmati da architetti di fama mondiale, i cosiddetti "archistar".
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