Tag:servizi

In Olanda e altri paesi del nord Europa è un pratica già utilizzata. Non si tratta di soluzioni di fortuna, né di nuovi modelli residenziali, ma di progetti ad alto contenuto sociale, pertanto da prendere seriamente in considerazione. A Milano la proposta è stata fatta a partire da un anno fa dall’associazione CantierIsola e da un gruppo di ricerca del dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano (www.temporiuso.altervista.org). Essa si basa su due presupposti fondamentali:

1) la presenza di estese aree dismesse in attesa di essere trasformate

2) l’esigenza di spazi per attività a contenuto sociale, dall’aggregazione giovanile, alla residenza per studenti, alla cultura e all’arte

A partire da queste premesse la proposta prevede la costituzione di progetti temporanei, attraverso la realizzazione di strutture a basso costo o mobili come i container, in collaborazione con le proprietà delle aree dismesse di Milano e provincia.

I benefici di progetti del genere sono abbastanza evidenti e vanno dal riqualificare – temporaneamente - aree non utilizzate o comunque utilizzate oggi in modo non convenzionale, al rispondere alla domanda di spazi per attività culturali giovanili, al rispondere ad una parte di domanda abitativa studentesca, in cerca di abitazioni a costo contenuto. I problemi però non mancano: occorre capire qual è la domanda e far incontrare domanda e offerta, operazione non di poco conto. Ma c’è un aspetto che a mio avviso va considerato: questi progetti devono sempre essere aggiuntivi e in nessun caso sostitutivi dei normali interventi di edilizia sociale, piuttosto che di servizi.

Leggi tutto...  

Ho notato in questi giorni che è stato approvato in Consiglio Comunale, in sede di discussione di bilancio, l’emendamento che concede finanziamenti per le biblioteche rionali per far si che siano finalmente dotate di reti wireless per tutti gli utenti.

Complimenti a tutti voi! Complimenti a Pier Maran che si è fatto portavoce nelle sedi istituzionali delle richieste dei ragazzi, e complimenti a MiLeft per aver proposto l’idea. Per una volta si può realmente dire che c’è stata collaborazione tra la cittadinanza attiva e le istituzioni.

I banchetti di MiLeft, le firme raccolte sulle biblioteche ed infine, ma non meno importante, anzi!, il fatto che Pier in quanto consigliere abbia portato nelle sedi appropriate tale richiesta. Se ciò non fosse stato fatto probabilmente l’idea rischiava di rimanere semplicemente una bellissima idea inascoltata.

Onore al merito, di MiLeft per l’idea, e di Pier per averci creduto e collaborato!

 

Riportiamo questo articolo di Repubblica del 21 marzo 2010, nel quale si cita la nostra raccolta firme sulle biblioteche.

Se in un negozio aumentano i clienti, normalmente il proprietario tenderà a assumere più personale e a tenere la bottega aperta più ore. Sembra logico. Invece le 24 biblioteche rionali milanesi ragionano esattamente all' opposto: a fronte di un continuo aumento di utenti, operano tagli drastici al personale e diminuiscono gli orari di apertura. Gli iscritti, in totale, sono passati dai 72.378 di fine 2008 a 78.198 di dicembre 2009: quasi 6mila persone in più in un anno, arrivando a un più 19% in tre anni. Nel frattempo, però, si taglia sul personale e dunque si risparmia sui fondi. I bibliotecari sono diminuiti tra il 2008 e il 2009 del 9,2%, e quest' anno con i nuovi pensionamenti si perderà un altro 4%. Il bilancio per le rionali, invece, in un anno è sceso di circa il 10%. E per il 2010 l' assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory dice: «I fondi vanno aumentati, ma per farlo bisogna toglierli altrove». Fino al 2001 le biblioteche di quartiere disponevano di un fondo garantito a bilancio del Settore centrale che distribuiva a ciascuna struttura zonale secondo le singole esigenze.

Leggi tutto...  

Da Repubblica.it - 31 ottobre 2009

Milano vuole rilanciare così, in una città dove i prezzi delle case sono proibitivi, un mercato di abitazioni accessibili che possano attrarre giovani e nuove coppie. E' la parte più radicale di un piano per sviluppare nei prossimi 15 anni 20mila case a prezzi contenuti. Rozza (Pd): "Un'idea anni Cinquanta"

Le chiamano case container, ma delle strutture di emergenza che sorgono dopo un terremoto o nei campi nomadi, hanno poco a che fare. Almeno in Paesi europei come l’Olanda, dove designer e architetti progettano queste forme innovative di abitazione low cost, spesso in chiave ambientalista. È a questi esempi che, adesso, guarda anche Milano. Per rilanciare, in una città dove i prezzi delle case sono proibitivi, un mercato di abitazioni accessibili che possano attrarre giovani e nuove coppie. È per loro, studenti fuori sede e lavoratori che hanno bisogno di alloggi per brevi periodi, ma anche per casi sociali come gli homeless, che Palazzo Marino ha pensato a questi speciali container. La parte più radicale di un piano dettagliato per sviluppare nei prossimi 15 anni 20mila case a prezzi contenuti.

GUARDA Le case container

Leggi tutto...  
Powered by Tags for Joomla

Iscriviti alla newsletter

Compila i tuoi dati per iscriverti

Nome:

Email:

Scarica il logo Mileft

Scarica il logo di Mileft

Visite