Tag:partiti

Da leragioni.it

I partiti tradizionali, tra tanti pregi e difetti, avevano la caratteristica di essere uno strumento di formazione e di selezione di gruppi dirigenti. In questo assolvevano anche una funzione di promozione sociale. La seconda repubblica ha preferito, a destra come a sinistra, dotarsi di strumento differenti per il rinnovamento del personale politico.

Quali? Il più delle volte la scelta è ricaduta sulla cooptazione, sui gradi di parentela, su meccanismi che è difficile definire meritocratici. Non ci si deve scandalizzare se gira, ormai con insistenza, la voce di una possibile candidatura di Bossi Jr. nel listino bloccato in Lombardia. Sarebbe semplicemente uno dei casi più eclatanti di una regola non scritta che trova la sua più o meno puntuale applicazione nelle recenti tornate elettorali. Ma questo sistema, oltre a non essere affatto meritocratico, è anche pericoloso: la cooptazione, salvo casi clamorosi e imprevedibili, provoca la stagnazione del dibattito politico. Chi nomina, infatti, si preoccuperà di scegliere persone a lui fedeli che, per debito di riconoscenza e per essere riconfermati la volta successiva, non faranno che riproporre le dinamiche di chi li ha scelti (o imposti, a seconda dei casi). Tra l’altro ben difficilmente potranno rappresentare interessi e istanze generazionali, infatti chi sceglie non deve preoccuparsi di puntare su un giovane portatore di una vera e propria battaglia politica riconosciuta (almeno) tra i suoi coetanei: generalmente può firmare l’accettazione della candidatura e andare in vacanza, magari passando prima in tipografia a far stampare i nuovi biglietti da visita.

Leggi tutto...  
Tutto si può dire sulle Elezioni Regionali tranne che non manchi la suspense, come nelle più immortali soap operas. I primi spostamenti si sono avuti con Roberta Gasco che è passata dall’Udeur al Pdl e già avremmo inteso che la bagarre sarebbe stata più che appassionata.

Il Pdl prosegue verso il suo obiettivo mostrando molti nervi scoperti tra cui la corrente Orsi ora al fotofinish per collocare il proprio Bellasio e catturare i voti della nutrita lobby dei cacciatori.

La Lega sembra perdere lo smalto e lo slancio delle Amminsitrative ed Europee 2009 e sulla compagine padana che correrà contro il Centro[-(Sinistra)] vige ancora l’incertezza.

Il Pd si abbandona alla linea bersaniana del “cantiere dell’Ulivo”: guardando sempre più verso il centro rischia di cedere le prime pagine agli autorevoli candidati delle liste civiche -ben lungi dalla sinistra. e all’altro grande protagonista l’Udc.  Dopo avere “democraticamente” rinunziato alle elezioni primarie, l’unica certezza che si potrebbe attribuire ex ante al partito è il marcato autolesionismo.

Leggi tutto...  

La notizia del giorno è che Chiamparino, sul Riformista, parla di crisi del PD. Meglio tardi che mai, ma comunque. Il problema è che questa crisi, come sempre è vista dal punto di vista partitico-elettorale: della serie sì all’autonomia o sì al nuovo Ulivo. Così la critica esterna al PD si concentra sull’unione cattolici-comunisti come male estremo, mentre quella interna batte ferro sui problemi di democraticità interna, di capacità di prendere posizioni unitarie e quindi su questioni “strutturali” del PD. Penso sinceramente che nonostante siano critiche fondate, queste critiche siano, per dirla con Di Pietro, un soffermarsi sul dito che indica la luna, invece di guardare la luna vera e propria (di Pietro l’avrebbe detta molto meglio…qualcosa tipo “nsommm n’è che se i ditt intica a lun allor i ditt e quell che va guardat tti ppiù, capit, insomm nun so se mi sò scpiecat”).

Penso che il problema vero del PD, ma anche di tutte le altre formazioncine di contorno, che arrancano in zona Cesarini, sia il nodo sinistra vs modernità. Già, perché il problema sta proprio nell’abbandono forzato (ma per fortuna) di vecchi strumenti di analisi di un mondo che, meglio tardi che mai, un bel giorno si è capito non funzionavano più. Per il PSI c’è voluto Craxi, per il PCI la caduta del muro, ma diciamo che in data 1992 tutta la sinistra “classica” si ritrovava, per motivi diversi, senza strumenti politici, ma prima di tutto filosofici, adatti ad analizzare la realtà in cambiamento.

Leggi tutto...  
Powered by Tags for Joomla

Iscriviti alla newsletter

Compila i tuoi dati per iscriverti

Nome:

Email:

Scarica il logo Mileft

Scarica il logo di Mileft

Visite