Il Riformista - 8/12/2009
L'uno-due che doveva disarcionare il Cavaliere, prima l'aula di tribunale e poi la piazza come tribunale, non sembra essere andato a segno. Nonostante il Financial Times scommetta che prima o poi accadrà, e nonostante che la politica italiana continui ancora a dipendere da ciò che dirà un boss mafioso (stavolta Graviano), Berlusconi è uscito politicamente rafforzato, non indebolito, dall'Armageddon che era stato annunciato. L'enormità dell'accusa rivoltagli è tale che perfino chi non lo ama tituba. Insomma: credere che Silvio abbia corrotto il teste Mills è una cosa, accettare l'idea che abbia organizzato stragi mafiose è tutt'altra.
È un po' come la storia di al lupo al lupo. E infatti, non a caso, a gridare al lupo Spatuzza sono stati più i giornali vicini al Cavaliere che quelli a lui avversi. Il risultato politico inevitabile è che Fini stesso ha dovuto ricompattarsi, e per qualche giorno almeno si è messa la sordina allo scontro interno che dilania il Pdl. Di più: il No B. Day, la giornata che doveva imprimere negli italiani l'immagine di un Berlusconi amico dei mafiosi, ha perso le aperture dei giornali a vantaggio di due clamorosi arresti di mafiosi. Il premier dovrà fare un bel regalo di Natale a Maroni, se non l'ha già fatto.
All'inverso, e solo apparentemente per paradosso, il No B. Day ha lasciato invece il segno sull'altro B. della politica italiana: Bersani. È lui, non il Cavaliere, che ora è chiamato a discolparsi. Non di collusioni con la mafia, ovviamente, ma, peggio, di collusioni con il Cavaliere: «Certe volte - ha detto Ezio Mauro, il direttore di Repubblica - sembra che i leader del Pd e la loro base abbiano avversari politici diversi». Nel senso: gli elettori ce l'hanno con Berlusconi, ma il Pd no.
È una vecchia storia. E sempre la stessa. Raccolta di firme - articoli sui giornali - mobilitazione sul web - piazza. Segue dibattito: perché il Pd non c'era? Una storia così vecchia che Bersani è stato più che generoso nel vederci l'emergere di «energie nuove»: si sarà riferito a Dario Fo e Franca Rame? O a Moni Ovadia e Roberto Vecchioni? Chissà. Fatto sta che a lui si chiede conto, mica a Berlusconi.