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| Atene vista da Berlino |
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| Scritto da Jacopo Perazzoli |
| Sabato 08 Maggio 2010 17:38 |
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Ha fatto scalpore il malcontento serpeggiante tra i tedeschi circa il conferimento degli aiuti, fino a 8,4 miliardi di euro previsti per il 2010, che Berlino dovrebbe assegnare alle disastrate casse greche. Infatti, come affermato dalla professoressa Renate Köcher dell’università di Mannheim, in un articolo apparso sul «Frankfurter Allgemeine Zeitung» del 28 aprile, le misure di sostegno finanziario alla Grecia sarebbero in Germania “tutt’altro che popolari”: ben il 65% degli intervistati, nel corso di un sondaggio organizzato dal medesimo quotidiano, si è detto contrario a tale ipotesi. Le medesime perplessità si riflettono nell’atteggiamento ambiguo della cancelliera Angela Merkel e di tutta la sua squadra; la leader cristiano – democratica, che ha definito come “estrema ratio”, lo scorso 26 aprile, il progetto di finanziamenti ad Atene, è seguita sulla stessa strada tanto dal Ministro delle finanze, Wolgang Schäuble, quanto dall’esponente di spicco del partito liberale Guido Westerwelle, responsabile degli Esteri nonché vicecancelliere, che ha dichiarato: “dare i soldi alla Grecia troppo presto l’allontanerebbe dal dovere di fare i suoi compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina”. In casa CDU questa forte presa di posizione è riconducibile all’imminente e fondamentale scadenza elettorale del 9 maggio per il rinnovo del Consiglio, guidato ora da una maggioranza cattolico – liberale, del Nord – Reno Westfalia; il governo non può e non vuole mostrarsi debole di fronte agli euroscettici votanti tedeschi, poiché così facendo rischierebbe di perdere il controllo di questa regione – chiave, vista anche la probabile, stando ad un altro sondaggio pubblicato dal giornale di Francoforte sul Meno, ripresa della Socialdemocrazia guidata dal del nuovo Presidente Sigmar Gabriel. D’altro canto, al freno a mano tirato dei cristiano – democratici, si sommano, da parte del partito di Westerwelle, difficoltà sia ideali, in quanto un partito genuinamente liberale fatica a digerire aiuti finanziari alle economie statali in crisi, che questioni di fiducia da parte del proprio elettorato, poiché lo scorso febbraio il settimanale «Spiegel» sottolineava l’insoddisfazione di un elettore liberale su tre nei confronti delle posizioni politiche assunte dal suo partito. Paradossalmente anche il più grande partito d’opposizione, la SPD, sembra palesare gli stessi dubbi della coalizione giallo – nera; infatti Gabriel, nella seduta del Bundestag del 27 aprile scorso, dichiarando che non verrà dato alcun “nessun assegno in bianco alla Grecia”, ha voluto lasciare i socialdemocratici in una posizione di fatto attendista. Ancora più chiaro è stato, nella medesima occasione, un passaggio del discorso, del capogruppo Frank – Walter Steinmeir: “il Parlamento deve discutere di queste complesse problematiche dopo le elezioni in Nord – Reno Westfalia”. La proposta dell’ex Ministro degli Esteri nasce tanto dall’intenzione nella volontà della SPD di voler evitare spiacevoli discussioni tra le forze politiche nazionali, in una fase così complessa per il futuro della Comunità Europea, facendo quindi proprio il richiamo della Merkel al “senso di responsabilità nazionale”, quanto in un calcolo pre – elettorale: infatti una troppo chiara apertura socialdemocratica nei confronti di Atene potrebbe scontrarsi con l’euroscetticismo dei votanti tedeschi, col rischio di vanificare l’apparente ripresa della SPD, certificata dalle medesime statistiche del «Frankfurter Allgemeine Zeitung».Nonostante questa iniziale situazione di stallo, le proposte d’azione iniziano a concretizzarsi. Nella coalizione governativa la CDU, per bocca del Ministro Schäuble, ha dato il suo assenso al “conferimento dei fondi alla Grecia, a patto che questa accetti le condizioni di duro risanamento richieste, in quanto la stabilità dell’Euro è a rischio. […] La stabilità delle finanze greche è un problema dell’Europa intera, non di Atene”. Anche i liberali, dopo un pressing asfissiante della Merkel nei confronti del leader Westerwelle, sembrano sposare questa linea, tant’è che il Ministro liberale ha fatto intendere “che la stabilità della zona euro ha la priorità”. Tuttavia all’interno della SPD è emblematico lo spunto, proveniente dalla giovane parlamentare socialdemocratica Daniela Kolbe, la quale ha affermato che, oltre ad un’ampia riforma del sistema economico – finanziario della Grecia, sarebbe l’occasione giusta per la costituzione “di un nuovo sistema europeo con una forte regolamentazione del sistema finanziario, al fine di evitare le speculazioni degli ultimi tempi”. In definitiva, al di là delle discussioni teoriche, la crisi economica di Atene sembra possa avere delle ripercussioni sull’equilibrio della maggioranza giallo – nera. Infatti per la Merkel, nonostante abbia lanciato, di concerto con il partito di Westerwelle, la proposta di una riforma del patto di stabilità europeo, si annunciano tempi duri, poiché i liberali promettono già le barricate nei confronti della cancelliera allo scopo di portare a termine, malgrado lo sforzo economico per sostenere le disastrate casse greche, quello che è stato il loro cavallo di battaglia nella campagna elettorale per il Bundestag, ovvero l’abbassamento delle tasse federali. |




