Left me baby, seconda parte PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacomo Marossi   
Domenica 14 Marzo 2010 16:27
alt

Prima di arrivare a toccare i punti concreti di un programma di sinistra in positivo, permettetemi di sbizzarrirmi ancora un po’ in questa pars destruens che mi diverte così tanto.
Questa volta vorrei parlare della sincerità. Se vi viene in mente il Nonno della Birra Moretti riflettete su una cosa: la battaglia riformista fu condotta in Italia da Filippo Turati proprio sulla questione della sincerità verso il proletariato. Turati accusava i comunisti e i socialisti massimalisti di mentire, proprio a quel proletariato che tanto millantavano di voler liberare, attraverso tutte le loro promesse messianiche di futuri migliori e destini miracolosi. La storia ha dimostrato che queste erano davvero delle bugie. Ma lascio stare l’amarcord per buttarmi sull’attualità.

Credo che il primo problema, ed il più grave se ci pensiamo bene, della sinistra post ideologica italiana e soprattutto post comunista sia un comportamento che potremmo chiamare della “doppia verità”. Scomodare la chiesa riformata potrà sembrare esagerato a qualcuno ma a me sembra quanto mai appropriato... Viviamo in un paese in cui l’elettorato di sinistra viene tenuto in una sospensione nutritiva in cui gli unici imput alla riflessione sono l’antiberlusconismo, il giustizialismo, un moralismo da quattro soldi e un niente di fatto su tutti gli altri fronti. Ma dentro ai palazzi il clima è all’opposto. Abbiamo una classe politica di infimo livello che si autoriproduce autoriproducendo i suoi propri schemi sterili e che non ha il coraggio di dire ai propri elettori le cose come stanno. La chiesa barocca è la metafora più adatta a descrivere questo stato di cose per cui dentro al palazzo ci si da all’arrivismo fine a se stesso e al magna magna più violento (c’è pochissimo altro da fare, d’altronde) mentre fuori si strilla contro ogni inciucio senza se e senza ma. Questo mettere in piazza continue parodie della sinistra di lotta d’antan, queste processioni paludate di rosso e di urli anni 60 così da illudere gli elettori di essere messi dentro a qualcosa di grande, di bello, di nuovo che in realtà non c’è.

La dimostrazione se la volete è davanti ai vostri occhi da un mese. La questione delle liste. Nonostante trovi scandaloso il decreto fuffa del PDL, trovo altrettanto scandaloso il comportamento del PD in questo frangente. E’ chiaro che la differenza tra la questione della lista PDL Roma (non a caso non ammessa nonostante tutti gli azzeccagarbuglismi del nostro parlamento)  e la lista Formigoni in Lombardia era abissale. Aggiungerei che le liste elettorali sono tutte, e dico tutte, tarocche…fatte con firme al telefono, via mail, via sms (quando va bene, perché firmano anche morti, desaparecidos e dannati danteschi), con autenticazioni fatte a caso e timbri messi altrettanto a caso. Dunque perché la reazione di Penati è stata isterica e ridicola a tal punto da gioire per il ricorso e puntare tutto su quello così da dare la brillante idea del pugile che spera di vincere l’incontro a tavolino per mancata presenza dell’avversario? Perché Penati non ha sfruttato l’occasione per dire “ci auguriamo che questo malinteso si risolva presto così da poter proseguire il confronto con Roberto (bleah…) nel modo più sereno possibile” mostrandosi superiore a quel prete trans gender di Formigoni e subito dopo sparare a zero sulla gestione mafiosa della sanità lombarda, sulle tangenti che girano a destra e a manca (ma che sui giornali sono ridotte a due mini box in quinta pagina Milano della serie Prosperini patteggia e Pennisi arranca)? Sarebbe stato troppo bello: Penati tace su tutto, fa due urletti e poi dice faremo ricorso perché le liste sono irregolari. Tutto questo per 70 firme sotto il numero legale senza un timbro!! Per fortuna ci si è messo Bersani.

 

Cito una dichiarazione rilasciata da Di Pietro in una situazione inversamente proporzionale nel 2005 quando la Mussolini, con la sua riammissione, portava via voti a Storace candidato contro l’eroe del qualunquismo televisivo, nonché emulo in salsa cicociara di Tony Montana, Piero Marrazzo: “evidentemente il diritto di partecipare alle elezioni, previsto dalla Costituzione, ha prevalso sulle violazioni della legge ordinaria che le irregolarità delle firme presentate dalla lista AS di Alessandra Mussolini contenevano. Siccome tutte le sentenze vanno rispettate, rispettiamo anche questa". Ora politique d’abord siamo d’accordo, va bene la tattica e la navigazione su mari pericolosi ma il continuare a dire una cosa spacciarla per verità assoluta, poi capovolgerla e rispacciarla capovolta per nuova verità assoluta è indegno di qualsiasi formazione che si richiami ai valori della sinistra ottocentesca, novecentesca, postmoderna, nuovista o puffosa che dir si voglia. Quello che un leader di sinistra deve dire è nelle parole del Galileo di Brecht “Caro mio, come contentino per non turbare la pace spirituale dei tuoi genitori, le autorità mi offrono la mia porzione del vino che hanno vendemmiato dal sudore dei loro volti, i quali come tu ben sai sono fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Se mi adattassi a tacere, potrei anche ricavarne qualche utilità: vita facile, niente persecuzioni e via dicendo, ma poi?”.

Il futuro leader della sinistra deve con sincerità segnare un campo con precisione e dire qui fonderemo la nuova sinistra, nessuno varchi questo solco, quasi novello Romolo. E da lì con chiarezza e coerenza dettare posizioni coerenti e sincere che non cambieranno al primo niet dei magistrati, della cgil, dei blogger, degli elettori di centro, degli elettori di estrema sinistra o di chi cazzo volete; che non si invertiranno quando invece di guadagnarci ci perderemo (come adesso): dritta la barra e in alto le vele, è così che Cristoforo Colombo è arrivato in America. Questo è quello che chiede la maggioranza degli elettori di sinistra e questo è quello che necessita questo paese per non sprofondare: meno fumetti pop sui manifesti e più parole chiare nel mondo reale!

 

Aggiungi commento


Iscriviti alla newsletter

Compila i tuoi dati per iscriverti

Nome:

Email:

Scarica il logo Mileft

Scarica il logo di Mileft

Visite