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| Perché una petizione sulle biblioteche a Milano? |
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| Scritto da Alessio Mazzucco |
| Giovedì 19 Novembre 2009 01:56 |
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Parto da una constatazione. Sul giornale “Arcipelago Milano” si mette in evidenza, nell’articolo “Milano, piccola grande città” di Giovanni Zanchi, il numero di studenti universitari presenti tra le nostre circonvallazioni. Sapete quanti sono? Più o meno precisamente, 181.500. 181.500: sono molti! Se si pensa che gli abitanti sono circa 1.300.000 si fa presto a fare i conti e dire che gli studenti sono poco meno del 10% degli abitanti della città. Problema: Milano è una città universitaria? Per rispondere a questo dilemma abbiamo indagato sulle caratteristiche che dovrebbe avere una città universitaria. Esempio: ci sono sufficienti luoghi per giovani studenti, ludici, sociali o culturali che siano? Propenderei per una risposta negativa, sia per quanto riguarda le politiche cittadine sulla movida, sia sui luoghi d’incontro classici dei giovani milanesi (transennati, controllati, stretti in morse di sicurezza). Lasciamo da parte la Milano universitaria e parliamo della città in generale. Siamo un piccolo gruppo politico: non ci occupiamo di certo dei grandi problemi urbanistici, economici,… che gravano sulla vita di tutti i giorni del cittadino milanese. Ne possiamo parlare, discutere, possiamo informarci e informare. Ma in fin dei conti, che possiamo fare concretamente? Dunque il quesito. Di che si sente la mancanza a Milano? Secondo noi di un, come possiamo chiamarlo?, tessuto sociale solido, nuovo, vivo che possa far rivivere le zone e i quartieri. Si dice di Milano “è grigia, è triste”, ma è una città che può offrire molto da tutti i punti di vista. Far rivivere le zone è un inizio d’un riscatto di cui la città ha bisogno; ma perché questo avvenga è necessario sfruttare i luoghi d’incontro sociale e culturale a disposizione. Mettiamo insieme giovani studenti e volontà di ripartire dal basso, dalla zona, dal quartiere per far rivivere un’intera città. Dove cade l’attenzione? Sulle biblioteche. Le biblioteche. Le biblioteche perché? Sono un luogo d’incontro culturale (non ci sono dubbi), sono distribuite più o meno uniformemente in tutta la città, hanno servizi poco sfruttati, poco sviluppati, hanno potenzialità che non vengono espresse; insomma, i motivi ci sono e son molti. Perché cominciare dalle biblioteche e non, che so, dalla movida milanese? Perché ogni studente universitario ha il diritto a poter usufruire di una biblioteca migliorata, aperta più a lungo, fornita di servizi migliori. La biblioteca può essere un luogo di studio, vero, ma anche di incontro, dibattito, crescita; dipende da come la si vuole utilizzare. Ecco come nasce l’idea di una petizione. Chiediamo al comune di Milano di porre maggiore attenzione ai bisogni reali degli studenti universitari, di dare ossigeno ai centri culturali della città e, magari, la possibilità di offrire qualcosa di nuovo ai giovani (come la possibilità del lavoro in biblioteca come controllori). Vogliamo far qualcosa di nuovo, qualcosa di cui si parla poco e si cerca d’ottenere meno. E magari inserire il discorso in qualcosa di più ampio del semplice luogo di studio per giovani: recuperare il valore della propria zona, del proprio quartiere, spostando i centri d’incontro nevralgici dall’università e i locali alle proprie strade. Questa è l’idea, la petizione lo strumento. Queste sono le premesse, queste le finalità. Basta vuote discussioni e proposte senza alcun futuro: cerchiamo di far qualcosa di concreto per questa città e i suoi cittadini, giovani studenti in primis. Anche perché poi, detto in parole povere, da qualche parte bisogna pure cominciare, no? |
| Ultimo aggiornamento Domenica 29 Novembre 2009 15:52 |





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