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Adesione ai 5 referendum per Milano |
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Mileft -
Eventi e iniziative
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Scritto da Mileft
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Sabato 17 Luglio 2010 14:20 |
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Mileft aderisce alla campagna per i 5 referendum su Milano sui temi ambientali e della mobilità, per i quali si stanno raccogliendo le firme in questi giorni.
Maggiori informazioni sono sul sito www.milanosimuove.it
Per firmare occorre essere residenti ed elettori nel comune di Milano ed è possibile farlo nei luoghi segnati in questa pagina.
Qui trovate invece i testi dei 5 quesiti, che sono referendum consultivi "di indirizzo".
Riportiamo infine alcune delle informazioni direttamente dal sito che li supporta:
PERCHE’ I REFERENDUM: Per garantire ai suoi cittadini standard di salute e di vita adeguati ad una metropoli moderna, Milano ha bisogno di rivoluzionare i sistemi dei trasporti, dell’energia e del verde. Gli studi scientifici più recenti hanno accertato che se venissero adottate misure coraggiose necessarie per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, guadagneremmo un anno e mezzo di vita a testa, eviteremmo 1.000 morti all’anno e ci ammaleremmo di meno. Soprattutto i bambini, gli anziani e le fasce più deboli e a più basso reddito ne avrebbero un beneficio immediato. Purtroppo la politica di Palazzo si dimostra incapace di assumere scelte coraggiose e lungimiranti. I referendum sono l’unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro.
CHI LI PROMUOVE: I promotori sono un gruppo trasversale di cittadini, con esperienze diverse nella politica, nella cultura, nella scienza e nella ricerca, nell’ambiente e nel sociale, convinti che ci si debba impegnare in prima persona per trasformare Milano in un luogo più sano e vivibile. Un movimento civico che non crede che queste scelte possano essere delegate ai partiti. I promotori sono… i firmatari! SCADENZE: La sottoscrizione dei quesiti da parte di almeno 15.000 milanesi (l’1,5% degli iscritti alle liste elettorali, secondo il regolamento del Comune) entro il 6 novembre 2010 comporterà la chiamata al voto di tutti i residenti per esprimersi sui quesiti. Se almeno il 30% degli elettori andranno a votare ed il SI’ prevarrà, le richieste assumeranno il valore di un preciso indirizzo agli organi comunali. Ma sarà soprattutto la mobilitazione civica di questi mesi che potrà dare il segnale forte per una svolta.
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Processo breve: diritto imprescindibile o amnistia invisibile? Racconto in presa quasi diretta.. |
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Attualità -
Opinione
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Scritto da Alessio Mazzucco
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Venerdì 14 Maggio 2010 16:23 |
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Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro in Bocconi sulla questione “processo breve” organizzato dall’organizzazione studentesca Lilliput (grazie!). Tra gli altri interveniva Piercamillo Davigo, ex del pool Mani Pulite, ora giudice della Corte Suprema di Cassazione. Ho preso alcuni appunti che vorrei condividere.
Il problema della lunghezza dei processi esiste ed è gravissimo. L’Italia ha ricevuto troppe condanne per la durata dei processi, ma invece di ridurne i tempi si è cercato una soluzione al problema dei risarcimenti attraverso la legge Pinto (2009), rivelatasi fallimentare e, anzi, controproducente. Nel nostro Paese si è arrivati ad un punto tale d’inefficienza che molti che avrebbero diritto a richiedere giustizia per fatti di qualunque portata preferiscono evitare il lungo ed estenuante percorso giudiziario.
Davigo ha innanzitutto chiarito che non è un problema di risorse. L’Italia spende quanto la Gran Bretagna, paese in cui nessuno si lamenta sul funzionamento della giustizia. Si tratta d’inefficienze d’altra natura, di carattere organizzativo e non. Un esempio? Sempre in Gran Bretagna ci sono 22000 giudice di pace che operano gratuitamente, considerando la posizione un onore personale; in Italia, gli stessi sono 10000, sono pagati, rientrano nella definizione di precari di quel mondo lavorativo con tutti i problemi di natura sindacale annessi (volontà di essere messi in regola e via dicendo). Utilizzando lo stesso paese di paragone, in Gran Bretagna si contano 300000 processi penali, in Italia 3000000; il problema è che i detenuti nel primo si aggirano intorno ai 100000, del secondo intorno ai 64000. Nel civile il problema è ancora più grave: in Italia ci sono più cause che in Spagna, Francia e Gran Bretagna messi assieme. Quale il motivo? Nei paesi anglosassoni, ad esempio, vi sono sanzioni punitive aggiunte per chi si comporta male durante il processo (allunga i tempi, blocca le procedure, …) che non sono collegate direttamente con il danno di cui si sta dibattendo.
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Attualità -
Opinione
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Scritto da Jacopo Perazzoli
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Sabato 08 Maggio 2010 17:38 |
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Ha fatto scalpore il malcontento serpeggiante tra i tedeschi circa il conferimento degli aiuti, fino a 8,4 miliardi di euro previsti per il 2010, che Berlino dovrebbe assegnare alle disastrate casse greche. Infatti, come affermato dalla professoressa Renate Köcher dell’università di Mannheim, in un articolo apparso sul «Frankfurter Allgemeine Zeitung» del 28 aprile, le misure di sostegno finanziario alla Grecia sarebbero in Germania “tutt’altro che popolari”: ben il 65% degli intervistati, nel corso di un sondaggio organizzato dal medesimo quotidiano, si è detto contrario a tale ipotesi.
Le medesime perplessità si riflettono nell’atteggiamento ambiguo della cancelliera Angela Merkel e di tutta la sua squadra; la leader cristiano – democratica, che ha definito come “estrema ratio”, lo scorso 26 aprile, il progetto di finanziamenti ad Atene, è seguita sulla stessa strada tanto dal Ministro delle finanze, Wolgang Schäuble, quanto dall’esponente di spicco del partito liberale Guido Westerwelle, responsabile degli Esteri nonché vicecancelliere, che ha dichiarato: “dare i soldi alla Grecia troppo presto l’allontanerebbe dal dovere di fare i suoi compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina”.
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Elezioni per il CNSU: i temi (parte seconda) |
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Attualità -
Opinione
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Scritto da Denis Gervasoni
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Domenica 02 Maggio 2010 16:41 |
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Dopo aver spiegato di cosa si tratta, della motivazione per cui chi frequenta l’Università troverà in questi giorni affisso ogni tipo di materiale elettorale, vorrei invece segnalare una serie di temi che ritengo importanti per il futuro dell’Università italiana, indicando alcune proposte senza la presunzione di ritenere che siano complete o le migliori possibili. Non credo nemmeno che chi andrà al CNSU riuscirà a ottenere grandi risultati su questo fronte, in quanto si tratta di riforme che hanno bisogno dell’appoggio del ministero e della maggioranza parlamentare. Ciò che però è importante è che leggendole se ne ricavi una chiara idea di Università.
1. TRASPARENZA E VALUTAZIONE:
Lo stato dell’università italiana non è buono. Numerose Università con bilanci in rosso, dei quali cifre esorbitanti sono destinate allo stipendio del personale (in alcuni casi anche il 110 % del bilancio!), con pochi investimenti nella ricerca, una prolificazione delle sedi universitarie spropositata che ha portato alla nascita di veri e propri diplomifici senza qualità, dove la ricerca non trova spazio. In questo scenario qualcuno pensa che sia meglio andare avanti a criticare il sistema dicendo che è tutto un schifo e tagliare i finanziamenti, oppure è possibile valorizzare le realtà efficienti e di eccellenza e promuovere processi simili anche negli altri Atenei. In questo contesto credo sia necessaria un’operazione di Glasnost dell’Università italiana, al fine di rendere trasparente il suo funzionamento, attraverso bilanci trasparenti e consultabili, curriculum e credenziali scientifiche di tutti i docenti pubblicati su internet, partecipazione degli studenti alla valutazione dei propri docenti e pubblicazione dei risultati. Una parte dei finanziamenti statali siano distribuiti in base alla virtuosità del singolo Ateneo, ma i criteri di valutazione siano chiari, per evitare di favorire indebitamente un Ateneo piuttosto che un altro.
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Obiettivo Wi-fi raggiunto |
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Attualità -
Notizie
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Scritto da Valentina Morelli
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Martedì 04 Maggio 2010 21:32 |
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Ho notato in questi giorni che è stato approvato in Consiglio Comunale, in sede di discussione di bilancio, l’emendamento che concede finanziamenti per le biblioteche rionali per far si che siano finalmente dotate di reti wireless per tutti gli utenti.
Complimenti a tutti voi! Complimenti a Pier Maran che si è fatto portavoce nelle sedi istituzionali delle richieste dei ragazzi, e complimenti a MiLeft per aver proposto l’idea. Per una volta si può realmente dire che c’è stata collaborazione tra la cittadinanza attiva e le istituzioni.
I banchetti di MiLeft, le firme raccolte sulle biblioteche ed infine, ma non meno importante, anzi!, il fatto che Pier in quanto consigliere abbia portato nelle sedi appropriate tale richiesta. Se ciò non fosse stato fatto probabilmente l’idea rischiava di rimanere semplicemente una bellissima idea inascoltata.
Onore al merito, di MiLeft per l’idea, e di Pier per averci creduto e collaborato!
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Elezioni per il CNSU (parte prima) |
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Attualità -
Opinione
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Scritto da Denis Gervasoni
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Martedì 27 Aprile 2010 23:03 |
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I giorni 12 e 13 maggio si terranno le elezioni universitarie per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Come chi frequenta l’Università si sarà probabilmente accorto, trovando in questi giorni tappezzato di ogni tipo di materiale elettorale, a volte il più inaspettato e impensabile, qualche volta ridicolo (una lista in particolare su queste cose ha da insegnare), saranno chiamati al voto tutti gli studenti iscritti ad un corso di laurea in un’Università italiana. Il CNSU è una consulta presso il ministero dell’Università, che come da definizione ha un ruolo consultivo nelle politiche per l’Università, non molto rilevante, ma è comunque una voce degli studenti a Roma. Le liste candidate sono costituite a livello nazionale e orientate politicamente: una vicina a CL, una vicina ad Azione Giovani, una di estrema destra, mentre quella di sinistra, che interessa a noi, quest’anno è nata da un’accordo tra UDU (Unione degli Universitari, organismo della CGIL), GD (Giovani Democratici) e alcune formazioni minori (FGS – Giovani Socialisti). Milano si trova nella circoscrizione Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria), nella quale verranno eletti 7 rappresentanti. Come ho accennato poco sopra, il CNSU è un organo poco influente, dà pareri al ministero e lavora sui temi dell’Università che interessano gli studenti, può anche influire positivamente su piccole scelte con scarsa posta in gioco, mentre su grandi scelte come la riforma dell’Università e la distribuzione dei fondi agli Atenei, la sua capacità di orientare la politica ministeriale è quasi nulla. La tensione della politica universitaria (e non) verso queste elezioni si spiega più col fatto che esse vengono usate come strumento per acquisire visibilità nella politica dei partiti, piuttosto che con la reale importanza dell’organo. Tuttavia è importante dire che avere un rappresentante al suo interno assume un’utilità in quanto è pur sempre una voce e una fonte di informazioni a livello nazionale in tema di Università, che per la rappresentanza studentesca è comunque utile. Per cui vorrei fare un invito agli studenti universitari ad andare a votare, per dire la propria anche su questo tema e non lasciare decidere agli altri studenti (generalmente pochi) che lo faranno. Senza dare indicazioni su un candidato in particolare, invito quindi a scegliere la lista UDU-Liste di sinistra-Liste democratiche.
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